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mercoledì 10 maggio 2017

Ci si può sottoporre a tricopigmentazione in caso di dermatite seborroica?

La dermatite seborroica è una patologia del cuoio capelluto cronica e che tende a ripresentarsi spesso, soprattutto negli uomini di giovane età. Colpisce prevalentemente il cuoio capelluto ma può presentarsi anche sul viso nelle zone di cute che tendono a produrre maggiore sebo.
Nella calvizie comune la dermatite seborroica gioca un ruolo importante, in quanto tende ad aggravare l'atrofia del follicolo pilifero e contribuire alla caduta del capello.
Non sono ancora certe le cause che portano a questa patologia, ma l'iper produzione di sebo gioca un ruolo importante, destabilizzando la flora microbiotica del cuoio capelluto.
dermatite seborroica
Poichè la dermatite seborroica è un'infiammazione del cuoio capelluto spesso presente nei casi di alopecia androgenetica, è importante comprendere come comportarsi quando si desidera sottoporsi a tricopigmentazione. Prurito, rossore e desquamazione sono sintomi frequentemente riconducibili a questo tipo di dermatite.
La tricopigmentazione, soprattutto nella variante con pigmenti semipermanenti, è un trattamento sempre più diffuso e utilizzato per porre rimedio a calvizie e diradamenti.
Una delle indicazioni dei tricopigmentisti, prima di procedere al trattamento, è quello di curare e contenere eventuali irritazioni e infiammazioni del cuoio capelluto. Il motivo principale è molto semplice: tutte le infiammazioni del cuoio capelluto tendono a creare reattività del sistema immunitario nonché vasodilatazione cutanea laddove l'infiammazione è più intensa. Il pigmento introdotto in situazioni di infiammazioni della pelle tende a non stabilizzarsi correttamente e nelle settimane successive al trattamento c'è la possibilità che il sistema immunitario reagisca in modo importante smaltendo gran parte dei pigmenti.
La dermatite seborroica è una delle infiammazioni più importanti da controllare se ci si vuole sottoporre a tricopigmentazione. Il primo passo è ovviamente quello di effettuare una visita dermatologica e seguire la terapia del medico fino ad attenuazione e poi scomparsa dei sintomi.
dermatiti seborroiche con alopeciaL'anomala attenuazione del pigmento non è il solo problema di una tricopigmentazione effettuata con dermatite seborroica non curata, ma c'è un altra sgradevole conseguenza: il prurito. Tacere una dermatite seborroica, seppure lieve, al tricopigmentista e procedere con un trattamento di tricopigmentazione può dare luogo a forti pruriti durante tutta la seduta, trasformandola in un incubo per se e per l'operatore, dilatando sensibilimente la durata del trattamento.
La terapia per la dermatite seborroica è in genere rappresentata dall'applicazione di shampo antimicotico con presenza di ketoconazolo. L'utilizzo di questa tipologia di shampo spesso è affiancata dall'uso di blandi cortisonici topici che vanno a ridurre lo stato di infiammazione. Risulta sempre fondamentale non utilizzare rimedi fai-da-te ma sottoporsi a visita dermatologica per una terapia su misura in base alla propria situazione.
Prima di effettuare una tricopigmentazione è importante comunicare sempre al proprio operatore lo stato di salute della pelle, al fine di individuare qualsiasi elemento che possa compromettere l'effetto del trattamento.

venerdì 26 febbraio 2016

Tricopigmentazione e tatuaggi per capelli

Parlando di tatuaggi per capelli, in genere si intende una tecnica innovativa che non c'entra molto con il tatuaggio classico. Sebbene quest'ultimo in fatti sia a scopo decorativo del corpo, i tatuaggi per capelli riguardano la tecnica della tricopigmentazione, utilizzata per risolvere problemi di calvizia ed inestetismi del cuoio capelluto come le cicatrici.

La tricopigmentazione

Da non confondere con la "micropigmentazione", la tricopigmentazione è l'inserimento di pigmento riassorbibile, quindi non permanente, nel derma del cuoio capelluto al fine di simulare la presenza di capelli. La micropigmentazione è invece una tecnica simile utilizzata per valorizzare tratti del corpo come labbra e sopracciglia o migliorare visivamente alcuni inestetismi cromatici.
L'uso dei pigmenti, sostanze coloranti, nella tricopigmentazione ricorda il tatuaggio classico perché utilizza anch'esso appositi aghi per veicolare il colore nella pelle. A seconda dell'effetto che si vuole raggiungere, il tatuaggio dei capelli viene fatto con modalità diverse, specifiche a ricreare al meglio un aspetto come la presenza di capelli in zone dove sono diradati, oppure un effetto capello rasato su chi porta i capelli lunghi pochissimi millimetri (parliamo soprattutto di uomini).

I tatuaggi per capelli sono una soluzione che ridona serenità a molte persone affette da alopecie e calvizia, grazie alle sue potenzialità che nella maggior parte dei casi riescono a ricreare l'illusione perfetta della presenza di chioma o capello a pelle.

Quali sono le differenze tra la tricopigmentazione e il tatuaggio classico.

La tricopigmentazione non è idonea a creare illustrazioni sulla pelle, ma è una tecnica specifica che serve e curare gli inestetismi del cuoio capelluto, nella maggior parte dei casi la presenza del capello in chi è calvo/diradato e spesso in chi ha formazioni cicatriziali.
Gli strumenti e la tecnica manuale dei classici tattoo non sono idonei a ricreare la presenza dei capelli, né tanto meno i pigmenti per tatuaggio classico sono la scelta corretta per raggiungere questo obiettivo. L'ago da tatuaggio classico è più grande e profondo di quello per la tricopigmentazione e deposita il colore in uno strato più profondo. I pigmenti da tatuaggio classico sono formati da sostanze che tendono a sfocare il colore nel tempo e non sono riassorbibili bensì permanenti, come tutti sappiamo.
Ecco che la tricopigmentazione rispetto ai tatuaggi decorativi è una scelta da fare a cuor sereno e consente, con la sua durata limitata a 12-24 mesi, di poter cambiare idea a distanza di poco tempo, interrompendo il trattamento e lasciando che i pigmenti semipermanenti vengano riassorbiti dal corpo senza lasciare segni.