domenica 23 ottobre 2016

Cosa sono i punti allargati e come prevenire questo fenomeno nella tricopigmentazione

La tricopigmentazione è una tecnica relativamente recente che sta riscuotendo successo su moltissimi pazienti in virtù della sua sicurezza, rapidità e reversibilità. Quello dei capelli tatuati è un metodo adatto a tutti quei soggetti, uomini o donne, che desiderano un risultato cosmetico ed immediato sulla propria capigliatura. A volte capita di sentire parlare anche di una specie di “effetto collaterale” della tricopigmentazione e in particolare dei punti allargati, altrimenti detti mega dots: si tratta di una diffusione anomala del pigmento che non rimane nella sede in cui è stato introdotto, ma tende a spargersi sul cuoi capelluto formando una macchiolina, spesso simile a un punto di pennarello.
Se eseguito da mani esperte, il tatuaggio dei capelli garantisce ottimi risultati per un certo arco temporale, grazie anche la composizione chimica dei pigmenti. La formula dei pigmenti per cuoio capelluto è minuziosamente studiata affinché venga assicurata all'utente finale un’elevata solidità post applicazione per un tempo adeguato. Pertanto  l’unica variante possibile sul colore, col trascorrere del tempo, sarà una leggera perdita d’intensità, motivo per il quale vengono effettuate delle sedute di tricopigmentazione di mantenimento.

tatuaggio capelli Oltre all’utilizzo di pigmenti appositamente studiati per il tatuaggio dei capelli (con eccipienti che garantiscano la stabilità nel derma), affinchè la tricopigmentazione funzioni, senza correre il rischio dei punti allargati, è altresì necessario che venga usata una strumentazione adeguata. Questo significa che non sono adatti gli strumenti per la micropigmentazione, ne’ per il tatuaggio decorativo (ad esempio la lunghezza e il diametro dell’ago devono essere più contenuti rispetto a quello per il tatuaggio classico). Inoltre il pigmento deve essere introdotto ad una profondità inferiore.
Anche la tecnica di esecuzione è molto importante, per questo motivo nel momento in cui ci si affida ad un operatore è bene verificare che abbia competenze specifiche ed una formazione qualificata e certificata.

Infine, per non avere effetti indesiderati, l’utente dovrà attenersi alle indicazioni dello specialista nel periodo successivo alla tricopigmentazione. Ad esempio dovrà usare shampoo delicati e lozioni lenitive specifiche, dovrà evitare tutte le situazioni che possono sfavorire o aggravare lo stato di infiammazione e irritazione, come l’esposizione ai raggi solari, bagni molto caldi, saune e lampade, sfregamenti, ecc. e soprattutto non dovrà mai tentare di rimuovere il pigmento, o parte di esso, con metodi fai da te. Nel caso in cui si verifichi un effetto di punti allargati, bisogna informare l’operatore a cui ci si è affidati, in modo che possa prontamente intervenire con gli strumenti e le competenze adeguate.

domenica 9 ottobre 2016

Tricopigmentazione permanente vs tricopigmentazione semipermanente. Ecco come prendere la decisione più giusta

La tricopigmentazione consiste nell'introduzione di specifici pigmenti nel cuoio capelluto, attraverso l'uso di uno strumento tecnico dedicato. Si tratta di pigmenti bioriassorbibili e biocompatibili, testati e specifici per il cuoio capelluto, che garantiscono la massima naturalezza e stabilità del risultato. Inoltre non provocano allergie né infiammazioni e l’unica conseguenza che si può avere dopo il trattamento consiste in un leggero arrossamento del cuoio capelluto..

Si parla spesso di due tipi di tatuaggio per capelli: la tricopigmentazione permanente e quella semipermanente. Quest’ultima è quella che viene normalmente praticata per una serie di motivi.
Nel tatuaggio decorativo e nella tricopigmentazione definitiva vengono utilizzati dei particolari pigmenti, dalla dimensione superiore ai 20 micron, mentre nella tricopigmentazione semipermanente i pigmenti sono più piccoli. Il motivo risiede nel fatto che la pelle è in grado di eliminare (attraverso la fagocitosi) tutti i corpi estranei inferiori a questa dimensione, perciò la tecnica di tricopigmentazione permanente richiede l’utilizzo di pigmenti più grandi e quindi più difficili da espellere.
tricopigmentazione permanente Chi si sottopone a questa tecnica pensa che il risultato sia definitivo, ma in realtà non è così. In natura nulla rimane inalterato nel tempo, inclusi gli ossidi di ferro impiegati per la creazione dei pigmenti: può succedere che alcune tonalità possano virare in altri colori, che i punti si allarghino, divengano meno definiti o perdano di qualità. Quindi anche se la tricopigmentazione permanente non necessita di ritocchi annuali a distanza di poco tempo dalla prima esecuzione, richiederà dei ritocchi di miglioramento a compensazione delle inevitabili perdite di qualità nel lungo periodo. Inoltre non bisogna dimenticare che può essere eliminata solo con delle sedute di laser q-switched, trattamento costoso e spesso molto doloroso, e non permette di assecondare nuove esigenze, come un diverso taglio di capelli o un effetto più adatto per un trapianto di capelli appena effettuato.
Dall’altro lato, l’utilizzo di piccoli pigmenti bioriassorbibili nella tricopigmentazione semipermanente si presenta come una scelta più prudente e razionale. La possibilità di rivalutare le proprie scelte periodicamente rende questa tecnica ideale per tutti coloro i quali non vogliono rischiare di prendere decisioni a lungo termine. Inoltre la soluzione temporanea è anche quella più adatta per i soggetti predisposti ad incanutimento.

In definitiva, seppure la tecnica definitiva possa essere utilizzata in particolari casi (sempre dopo un’attenta valutazione da parte dello specialista), la tricopigmentazione semipermanente rimane in genere la scelta più consigliata, in virtù della sua maggiore versatilità.

giovedì 21 aprile 2016

Una delle tecniche di tricopigmentazione più in voga negli ultimi anni: l’effetto rasato

Portare i capelli rasati è diventato sempre più di moda, al punto che anche molti uomini non colpiti da problemi di calvizie, hanno deciso di adottare l’Effetto Rasato come look. Una tendenza, questa, che di certo rende la tricopigmentazione la soluzione ideale per tutti quegli uomini colpiti da calvizie, che oggi possono ottenere un effetto rasato ipereralistico. tatuaggio capelli rasatiOltre ai tatuaggi di capelli rasati, la tricopigmentazione può essere utilizzata per altre due finalità: coprire le cicatrici post operatorie o dovute a incidenti e aumentare la densità dei capelli, per chi è abituato a portarli ad una media lunghezza.

Nei trattamenti di tattoo per capelli, l’effetto rasato permette di ricostruire otticamente la copertura del capello a lunghezze fino a 2 mm su tutto lo scalpo anche nei casi d’alopecia areata e totale. Nelle sedute di mantenimento successive l’effetto risulta essere sempre migliore grazie all’illusione ottica della tridimensionalità che si riesce ad ottenere trattamento dopo trattamento. Grazie alla tricopigmentazione effetto rasato si può avere l'illusione di poter intravedere aree dense di peli.


effetto rasato
Una volta rasata la capigliatura a zero, 1 o 2 millimetri, per mantenere l’effetto rasato è necessario seguire un protocollo autonomo abbastanza accurato di mantenimento perché la ricrescita a quella lunghezza è abbastanza rapida. In particolare vanno puntualizzati due aspetti: i capelli vanno sempre mantenuti a 1-2 mm se c'è molta alopecia e/o stempiatura marcata, mentre chi ha capelli bianchi non può effettuare la tricopigmentazione su di essi. Chi fa la il tatuaggio dei capelli regolarmente con effetto rasato la abbandona gradualmente all'aumentare dei capelli bianchi verso la zona tricopigmentata, lasciando che il pigmento svanisca nel tempo o all'arrivo dei punti bianchi.
In definitiva si può dire che l’effetto rasato ha una triplice funzione: ricostruzione dello scalpo, ripristino delle proporzioni e aumento visivo della densità.

giovedì 31 marzo 2016

Le alternative alla tricopigmentazione e i rimedi per infoltire i capelli

Oggigiorno esistono numerosi rimedi per infoltire i capelli (chirurgici e non), che possono garantire risultati appaganti sia da un punto di vista estetico che psicologico. La tricopigmentazione, tecnica a cui ricorre un numero sempre maggiore di soggetti che soffrono di calvizie o diradamento, è una delle alternative più valide, ma può anche costituire un “supporto” da affiancare agli altri metodi (autotrapianto, fibre di cheratina o protesi).

Il metodo più conosciuto per rinfoltire i capelli è forse l’autotrapianto: nel campo del trapianto di capelli si distingue tra due tecniche, la FUT e la FUE. La principale differenza tra esse è legata al modo in cui si estraggono le unità follicolari. Nella FUT si estrae una losanga di pelle del cuoio capelluto che contiene al suo interno i follicoli capillari che sono successivamente estratti. Con la FUE le singole unità follicolari sono estratte direttamente dallo scalpo. Il presupposto per il trapianto è che ci siano sufficienti capelli, al fine di coprire tutta l’area interessata; se così non fosse si può ricorrere alla tricopigmentazione, proprio per coprire un’area maggiore. A prescindere da questo, la tecnica dei capelli tatuati costituisce sempre un valido complemento al trapianto, in quanto permette di nascondere le cicatrici post-intervento, soprattutto nel caso di trapianto FUE.

La seconda soluzione per la calvizie è un rimedio naturale per rinfoltire i capelli: si tratta di fibre a base di cheratina (come ad esempio Toppik e Nanogen), che possono essere spruzzate sui capelli diradati (anche indeboliti o trasparenti) per aiutare a coprire il cuoio capelluto e dare ai capelli un'aria più piena. Le fibre di cheratina si attaccano ai capelli esistenti usando una carica elettrostatica (simile ad un debole magnete), perciò è necessario che vi siano dei capelli di lunghezza di almeno 6-7 millimetri. Se il diradamento è più accentuato, la tricopigmentazione può costituire un valido rimedio per rinfoltire i capelli, da associare all’utilizzo delle fibre di cheratina.

Infine, nei casi di alopecia areata o di calvizie accentuata, la protesi può essere una buona soluzione, anche se solitamente non lo è in maniera definitiva. L’adesivo della protesi che si applica sul cuoio capelluto fa soffrire la cute, perché impedisce la sua traspirazione: la conseguenza è una pelle fina, sensibilizzata e spesso irritata. Inoltre la protesi richiede una periodica manutenzione e per tutti questi motivi, viene spesso abbandonata in favore della tricopigmentazione. Il passaggio dalla protesi al tatuaggio per capelli avviene in circa trenta giorni, ma deve essere pianificato da un tricopigmentista professionale, il quale stabilirà anche i tempi per la tricopigmentazione di mantenimento, in base alle caratteristiche del singolo e in particolare al metabolismo della propria cute.

sabato 26 marzo 2016

Trapianto e tatuaggio per capelli

Chi ha problemi di calvizie o diradamento dei capelli, spesso è portato a prendere in considerazione un’unica drastica soluzione alla questione: il trapianto di capelli. Certo, molte volte con questa metodologia è possibile risolvere buona parte degli inestetismi, ma è anche vero che oggi esistono altre tecniche (non chirurgiche) in grado di svolgere una funzione sostitutiva o complementare al trapianto. Una di queste è la tricopigmentazione, da molti chiamata più comunemente tatuaggio per capelli: si tratta di uno dei rimedi per infoltire i capelli di uomini e donne, che offre maggiori garanzie da un punto di vista estetico.

Partendo dall’etimologia della parola “tricopigmentazione” (dal Greco trichós = pelo, capello) è facilmente intuibile il fatto che si sta parlando di una specializzazione in ambito tricologico della più generica dermopigmentazione: in questo caso specifico, però, i pigmenti di colore vengono impiantati nel cuoio capelluto per mascherare una calvizie e di conseguenza per ricoprire o infoltire visivamente zone diradate nella capigliatura.

In generale, il trapianto di capelli è sicuramente un modo molto efficace per rendere più bilanciata la presenza di capelli sulla testa. Infatti il processo di calvizie non interessa tutto il capo in modo omogeneo, ma si presenta concentrato sulla sommità del capo, sulle tempie e sull’attaccatura.
tatuaggio capelli Normalmente esistono due tipologie di trapianti di capelli: il trapianto FUT, in cui si preleva una striscia di cuoio capelluto con i capelli sani, la si divide isolando le singole unità follicolari e la si innesta allo stesso tempo nell’area diradata; e il trapianto FUE, che consiste nel prelevamento della singola unità follicolare sana una ad una e nell’innesto nella nuova sede del cuoio diradato.

Qualunque sia la tecnica scelta, la tricopigmentazione può portare un valido aiuto al camuffamento delle cicatrici, attraverso la simulazione del capello sia su cicatrici da intervento FUE che FUT. Il tatuaggio per capelli infatti, non fa altro che riprodurre l’aspetto dei capelli, creando un effetto rasato e un effetto più folto attraverso un tatuaggio iperealistico.
Come già accennato, la tricopigmentazione semipermanente può anche rappresentare un rimedio (temporaneo o a volte definitivo) al diradamento dei capelli: è il caso di quei soggetti che vogliono limitarsi ad infoltire zone limitate del cuoi capelluto o per i quali non è ancora possibile effettuare un autotrapianto (ad esempio quando il diradamento è instabile nel tempo e rende la valutazione del trapianto più idoneo, complicata).
In definitiva è quindi consigliabile rivolgersi ad uno specialista del settore che sappia valutare, caso per caso, la possibilità di ricorrere ai capelli tatuati, come completamento o come alternativa all’autotrapianto.

mercoledì 23 marzo 2016

La risposta ai dubbi più frequenti sulla tricopigmentazione

Quando si parla di rimedi contro la calvizie o il diradamento dei capelli è normale avere dei dubbi sulla scelta del trattamento più idoneo al singolo problema e soprattutto sulla bontà dei risultati. La tricopigmentazione rappresenta, ad oggi, la soluzione alla calvizie più efficace, in campo non chirurgico.
Per chi non ha mai sentito parlare di tatuaggi per capelli o ha semplicemente dei dubbi su questa particolare tecnica, ecco la risposta ad alcuni dei quesiti più ricorrenti.

Che cos'è la tricopigmentazione?
La tricopigmentazione è un trattamento estetico che si ricollega alla dermopigmentazione, una tecnica che permette di correggere diversi tipi di inestetismi in varie parti del corpo, utilizzando dei pigmenti particolari. Nello specifico, la tricopigmentazione ha come applicazione il solo cuoio capelluto, tant'è che viene spesso considerata come una sorta di tatuaggio per capelli.

Chi può ricorrere alla tricopigmentazione?
La tricopigmentazione si rivolge sia a uomini che donne ed ha i seguenti ambiti di applicazione:
  • infoltire determinate zone del cuoio capelluto interessate da alopecia circoscritta
  • infoltire determinate zone del cuoio capelluto interessate da calvizie
  • infoltire determinate zone del cuoio capelluto interessate solo da un iniziale diradamento
  • ottenere una maggiore densità in pazienti con capelli rasati
Come si effettua la tricopigmentazione?
Dopo una seduta preliminare per individuare e delimitare le zone da trattare, si procede con l'impianto di alcuni pigmenti colorati bioriassorbibili sottocute, tramite l'utilizzo di specifiche attrezzature.soluzione calvizie

Che tipo di pigmenti e attrezzature vengono utilizzati?
I pigmenti usati sono monodose e disponibili in varie sfumature cromatiche. Sono testati, certificati e completamente riassorbibili dal cuoio capelluto.
Lo strumento consiste in un'unità centrale munita di dermografo sul quale vengono innestati dei sottilissimi aghi. I pigmenti sono veicolati nel derma tramite questi ultimi.

Si possono causare danni ai follicoli o al cuoio capelluto?
Assolutamente no. Non crea nessun danno, anzi: l’azione dell’ago, eseguita da mani esperte, oltre a non arrecare alcun problema crea iperemia, ovvero richiama il sangue in superficie. Un vero e proprio giovamento per tutti i casi di alopecia.

Quanto dura l’effetto del trattamento di tricopigmentazione semipermanente?
Dura fino a un massimo di 2 anni e dipende comunque dal soggetto e da tutti i fattori elencati nella sezione dedicata alla tricopigmentazione.

Quali sono i principali vantaggi della tricopigmentazione?
Innanzitutto stabilità del trattamento nel tempo, tenendo conto che nella tricopigmentazione permanente la durata media è di circa 8-10 anni, mentre in quella semipermanente sono previsti dei richiami periodici. Inoltre questa tecnica assicura la massima densità follicolare a effetto rasato e non è richiesto nessun intervento giornaliero di mantenimento. Infine, grazie al reinfoltimento dei capelli, il soggetto acquista maggiore sicurezza di sè da un punto di vista psicologico.  

Come bisogna comportarsi nel periodo immediatamente successivo al trattamento?
Normalmente la degenza post-trattamento consiste nell'applicare una crema specifica per circa sette giorni, inoltre è importante evitare l'esposizione solare, lampade solari, piscina e sauna per lo stesso intervallo di tempo.


mercoledì 16 marzo 2016

Tricopigmentazione semipermanente e mantenimento

La tricopigmentazione non è una soluzione per la calvizie definitiva che permette al paziente di mantenere immutato l’effetto di capelli tatuati per sempre. Al contrario saranno necessarie delle sedute di tricopigmentazione di mantenimento trimestrali, semestrali o di diverso intervallo temporale, a seconda dei casi specifici. I motivi di questo risultato “temporaneo” sono legati alla natura dei pigmenti utilizzati per il tatuaggio dei capelli.
I pigmenti usati per la tricopigmentazione, al contrario di quelli per il classico tatuaggio, che risultano essere indelebili ed esposti a modificazioni cromatiche a causa dei processi di ossidazione, sono bioriassorbibili. Questa caratteristica li rende soggetti alla fagocitazione e allo smaltimento da parte dei macrofagi i quali, attraverso la loro funzione, consentono di poter riprendere il mantenimento della tricopigmentazione seguendo i naturali mutamenti che accompagnano la vita di ogni persona. Come già accennato, i pigmenti indelebili invece, che per la loro specifica composizione chimica non possono essere smaltiti dai macrofagi, risulteranno mutati mostrando uno sgradevole e non desiderato effetto cromatico.

I pigmenti specifici che vengono usati nella prima e in tutte le successive sedute di tricopigmentazione di mantenimento garantiscono stabilità cromatica per un medio/lungo periodo, riducono la possibilità di cambio della tonalità, la possibile migrazione del colore e per ultimo, garantiscono la tollerabilità da parte dell’organismo. È inoltre importante ricordare che il tatuaggio per capelli realizzato con questi pigmenti, non influenza le normali abitudini di vita del soggetto, che potrà continuare a svolgere attività sportive, andare al mare, portare cappelli e così via. Tuttavia nei mesi più caldi o nei periodi in cui la sudorazione è accentuata, potrebbe essere necessario effettuare dei trattamenti di mantenimento più frequenti.

Il consiglio finale è quindi di rivolgersi ad operatori professionali, che abbiano seguito uno specifico percorso formativo, e non a tatuatori generici. Un tricopigmentista, anche di fronte alla volontà del paziente di volersi sottoporre ad unico e definitivo trattamento di tatuaggio per capelli, è in grado di far comprendere le differenze tra le varie tecniche e l’importanza di usare pigmenti specifici; strumentazioni e prodotti non idonei infatti, daranno luogo sicuramente ad esiti negativi e spesso difficili da risolvere per il cliente finale.

mercoledì 9 marzo 2016

Differenze tra tatuaggio per capelli con micropigmentazione e tricopigmentazione

Quello del tatuaggio dei capelli è un settore estetico particolare, dove le terminologie possono essere molto simili e generare confusione di fondo.
Parole come tricopigmentazione, micropigmentazione, dermopigemazione, tattoo, ecc. possono sembrare la stessa cosa ma sono discipline più o meno diverse.
Va innanzitutto precisato che il tatuaggio classico non coincide con nessuna tecnica paramedicale che simuli una componente corporea naturale, ma si dedica esclusivamente ad una decorazione monocromatica o pluricromatica di un'illustrazione sulla pelle, permanente nel tempo.
Alcuni tatuaggi classici possono essere sì sovrapposti ad inestetismi della cute, ma questi ultimi sono mascherati con un disegno artistico.

La micropigmentazione può essere considerata una tecnica di tatuaggio per capelli?

Con micropigmentazione, o dermopigmentazione, si indica una tecnica generica simile a quella del tatuaggio classico per metodologia o strumentazione, e ancora più simile a quella della tricopigmentazione.
La prima differenza è la finalità del trattamento: la micropigmentazione ha come obiettivo abbellire, esaltare, migliorare determinate zone corporee come sopracciglia, contorno occhi, labbra, capezzoli, cicatrici, discromie cutanee, ecc; la tricopigmentazione mira a realizzare l'illusione ottica sulla cute della presenza di capelli (o peli nel caso di barba).
La strumentazione può sembrare simile, ma la macchina - il dermografo - ha un ciclo di inoculazione del pigmento differente da quella utilizzata nella tricopigmentazione, che lascia un deposito di pigmento minore per ogni impulso della macchina e che rimane più definito, partecipando attivamente all'illusione del capello. Le varie macchine per tricopigmentazione sono realizzate con differenze minime tra loro, come ad esempio lunghezza, spessore, porosità della punta dell'ago, generando risultati simili, ma tutte queste differiscono invece molto da quelle usate per micropigmentazione.
Un ruolo importante può essere conferito anche al tipo di pigmento utilizzato: nella tricopigmentazione questo possiede delle componenti stabilizzanti che riducono la possibilità di viraggio del colore nel lungo periodo, avendo quindi una tonalità diversa a distanza di tempo.
Se si sceglie di effettuare un tatuaggio che regali l'illusione di riavere i propri capelli folti (soprattutto quando la finalità non è quella di camuffare qualche piccola cicatrice, ma di ricreare una ricca presenza di capelli su una zona diradata da alopecia) è meglio optare per un operatore con comprovata esperienza di tricopigmentazione e che utilizzi le tecniche specialistiche di questa disciplina piuttosto che un micropigmentista generico o peggio ancora di un tatuatore classico (sconsigliatissimo).


venerdì 26 febbraio 2016

Tricopigmentazione e tatuaggi per capelli

Parlando di tatuaggi per capelli, in genere si intende una tecnica innovativa che non c'entra molto con il tatuaggio classico. Sebbene quest'ultimo in fatti sia a scopo decorativo del corpo, i tatuaggi per capelli riguardano la tecnica della tricopigmentazione, utilizzata per risolvere problemi di calvizia ed inestetismi del cuoio capelluto come le cicatrici.

La tricopigmentazione

Da non confondere con la "micropigmentazione", la tricopigmentazione è l'inserimento di pigmento riassorbibile, quindi non permanente, nel derma del cuoio capelluto al fine di simulare la presenza di capelli. La micropigmentazione è invece una tecnica simile utilizzata per valorizzare tratti del corpo come labbra e sopracciglia o migliorare visivamente alcuni inestetismi cromatici.
L'uso dei pigmenti, sostanze coloranti, nella tricopigmentazione ricorda il tatuaggio classico perché utilizza anch'esso appositi aghi per veicolare il colore nella pelle. A seconda dell'effetto che si vuole raggiungere, il tatuaggio dei capelli viene fatto con modalità diverse, specifiche a ricreare al meglio un aspetto come la presenza di capelli in zone dove sono diradati, oppure un effetto capello rasato su chi porta i capelli lunghi pochissimi millimetri (parliamo soprattutto di uomini).

I tatuaggi per capelli sono una soluzione che ridona serenità a molte persone affette da alopecie e calvizia, grazie alle sue potenzialità che nella maggior parte dei casi riescono a ricreare l'illusione perfetta della presenza di chioma o capello a pelle.

Quali sono le differenze tra la tricopigmentazione e il tatuaggio classico.

La tricopigmentazione non è idonea a creare illustrazioni sulla pelle, ma è una tecnica specifica che serve e curare gli inestetismi del cuoio capelluto, nella maggior parte dei casi la presenza del capello in chi è calvo/diradato e spesso in chi ha formazioni cicatriziali.
Gli strumenti e la tecnica manuale dei classici tattoo non sono idonei a ricreare la presenza dei capelli, né tanto meno i pigmenti per tatuaggio classico sono la scelta corretta per raggiungere questo obiettivo. L'ago da tatuaggio classico è più grande e profondo di quello per la tricopigmentazione e deposita il colore in uno strato più profondo. I pigmenti da tatuaggio classico sono formati da sostanze che tendono a sfocare il colore nel tempo e non sono riassorbibili bensì permanenti, come tutti sappiamo.
Ecco che la tricopigmentazione rispetto ai tatuaggi decorativi è una scelta da fare a cuor sereno e consente, con la sua durata limitata a 12-24 mesi, di poter cambiare idea a distanza di poco tempo, interrompendo il trattamento e lasciando che i pigmenti semipermanenti vengano riassorbiti dal corpo senza lasciare segni.